Fatturazione Elettronica: Comunicazione PEC o Codice Destinatario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 1 Gennaio 2019 scatterà l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati titolati di partita IVA residenti in Italia. In previsione di questo evento, ti chiediamo di comunicarci quanto prima l’indirizzo PEC o il codice destinatario rilasciato dal tuo fornitore di servizi (o dallo SdI), necessario per la ricezione della fattura digitale, compilando questo brevissimo form.

Comunica i tuoi dati:

Cliccando su invia i dati autorizzo il trattamento dei miei dati personali secondo la normativa sulla privacyai sensi degli articoli 13 e 14 REG. UE 2016/679.

Potrai richiedere in ogni momento la modifica e/o la cancellazione dei tuoi dati scrivendo a Media Center cube s.r.l. – Via Renato Prunas 8 – 09126 Cagliari o inviando una email a info@mediacentercube.it.

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Via lo Spesometro, arriva l’Esterometro

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Addio spesometro. Arriva l’esterometro

Dal primo gennaio 2019 entrerà a regime la fatturazione elettronica, si dice addio allo spesometro e arriva l’esterometro per le operazioni transfrontaliere.

La legge di Bilancio 2018, se da un lato abolisce lo spesometro, all’art. 1 comma 909 prevede per i soggetti Iva, l’obbligo di trasmettere “all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato (…) entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione”. 

Si tratta dell’esterometro, ossia dell’obbligo per i titolari di partita Iva residenti, stabiliti o identificati all’interno del territorio italiano, di trasmettere telematicamente i dati relativi operazioni transfrontaliere effettuate o ricevute, se non documentate da bolletta doganale o fattura elettronica.

Riferimenti normativi
L’obbligo relativo all’esterometro 2019 è ereditato dalla fattura elettronica. In particolare, il comma 3 dell’articolo 1 del Decreto Legislativo numero 127/2015 prevede che:

 “I soggetti passivi trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel comma 3 (obbligo della Fattura Elettronica).

La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione”

Ciò significa che per tutte le operazioni IVA attive e passive che non vengono poste in essere tramite fattura elettronica si renderà obbligatorio l’invio del modello in oggetto.

 

Esterometro 2019: come funziona?
In estrema sintesi consiste nella comunicazione di tutte le operazioni intrattenute con l’estero e più precisamente verso l’Unione Europea nei paesi al di fuori di questa. Sono naturalmente escluse tutte le operazioni tra soggetti che hanno la residenza fiscale in Italia, perché saranno oggetto di fatturazione elettronica.

Quali soggetti devono trasmettere l’esterometro?
Sono obbligati tutti i contribuenti titolari di partita Iva che risultano residenti fiscalmente in Italia oppure che in Italia hanno una stabile organizzazione o siano semplicemente identificati nello Stato italiano per quest’adempimento. Non è stato ancora chiarito se soggetti esonerati dalla compilazione dello spesometro saranno anche esonerati dalla trasmissione l’adempimento.

 Trattandosi nient’altro che della versione estera dello spesometro dobbiamo assumere che i casi di esenzione/esclusione dalla compilazione debbano essere gli stessi previsti per lo spesometro in vigore ad oggi.

Quali soggetti sono invece esclusi?

Le uniche eccezioni previste riguardano i contribuenti che si avvalgono:

  • del regime forfetario (art. 1, commi da 54 a 89 della legge n. 190/2014);
  • del regime dei minimi (di vantaggio ex art. 27 del D.L. 6 luglio 2011, n. 98).

Per questi soggetti resta fermo l’obbligo di emettere la fattura in formato digitale per le operazioni effettuate nei confronti della PA.

Quali operazioni comunicare nell’esterometro 2019?
Per quello che concerne l’ambito oggettivo di applicazione abbiamo visto che le operazioni da trasmettere sono quelle erogate o ricevute tra società, aziende, lavoratori autonomi, ditte, società di persone o di capitali tra una società italiana ed una con una residenza fiscale in UE o EXTRA UE.

Quali dati indicare?
Gli stessi richiesti dallo spesometro. Per cui a parte avere bisogno dell’anagrafica del cliente o del fornitore controparte UE o Extra UE, sarà necessario munirsi dei dati identificativi del cessionario/cliente, fattura emessa o ricevuta comprensiva della data, la data di registrazione, il numero della fattura, la base imponibile, aliquota Iva.

In sostanza vengono richiesti tutti gli elementi obbligatori della fattura così come definiti dall’ Unione Europea.

Invio mensile o trimestrale?
A differenza di quello che siamo stati abituati a fare con il modello Intrastat la periodicità dell’invio è mensile. La trasmissione del file xml dovrà avvenire entro il mese successivo a quello di riferimento, in cui la fattura viene emessa o ricevuta.

Ci sono delle sanzioni per chi non rispetta tale obbligo?
Il comma 915 prevede, per chi omette o commette errori nella trasmissione dei dati delle operazioni, la sanzione amministrativa di euro 2 per ciascuna fattura, nel limite massimo di euro 1.000 per ciascun trimestre.

La sanzione verrà ridotta della metà, nel limite massimo di euro 500, se la trasmissione viene eseguita entro i 15 giorni successivi alla scadenza stabilita. Oppure se, nello stesso termine, il contribuente provvede al corretto invio dei dati.

Quindi?
Quindi, se ad esempio se un imprenditore italiano effettua un’operazione intracomunitaria nei confronti di un soggetto stabilito in Francia, la relativa fattura potrà essere emessa in formato cartaceo. Posto che contestualmente è stato abrogato lo spesometro, sarà necessario comunicare in altro modo all’Agenzia delle Entrate i dati presenti nella fattura emessa.

Il provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018 dedica un intero capitolo alla trasmissione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere. In particolare al punto 9.1 si stabilisce che per le operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute, verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, gli operatori IVA residenti trasmettono:

  • i dati identificativi del cedente/prestatore;
  • i dati identificativi del cessionario/committente;
  • la data del documento comprovante l’operazione;
  • la data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione);
  • il numero del documento;
  • la base imponibile, l’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

Al successivo punto 9.3 si stabilisce il termine per effettuare la comunicazione dei dati, vale a dire l’ultimo giorno del mese successivo rispetto alla data del documento emesso. Ad esempio se la fattura è stata emessa il 10 febbraio 2019, la comunicazione dei dati ivi contenuti deve essere effettuata entro il 31 marzo successivo. Per ciò che riguarda la comunicazione dei dati relativi alle fatture passive, l’adempimento deve essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data di ricezione.

Il provvedimento ha poi specificato che “per la data di ricezione si intende la data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’Iva”. Ad esempio se una fattura passiva ricevuta in data 15 gennaio 2019 viene registrata durante il mese di settembre, l’adempimento deve essere effettuato entro il 31 ottobre del medesimo anno.

L’ultimo punto del provvedimento concede la facoltà di emettere le fatture transfrontaliere in modalità elettronica compilando solo il campo “CodiceDestinatario” con un codice convenzionale indicato nelle specifiche tecniche che risulta essere la lettera X per 7 volte (“XXXXXXX”). Nel campo “identificativo fiscale IVA” va inserita la partita IVA comunitaria e quando si tratta di soggetti extra UE va inserito il seguente codice: “OO 99999999999”. La trasmissione della fattura elettronica per le operazioni verso operatori esteri comporterà l’esonero della nuova comunicazione prevista per le operazioni transfrontaliere.

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Fattura elettronica: semplificazioni nella legge di Bilancio 2019

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Nel comunicato del Governo, vengono chiarite le nuove semplificazioni.

Le modifiche normative previste e approvate il 15 ottobre dal Consiglio dei Ministri hanno soddisfatto le richieste fatte dagli operatori negli ultimi mesi e stabilito che la fattura – elettronica e cartacea – potrà essere emessa “entro dieci giorni dall’effettuazione dell’operazione”, e non più al momento dell’effettuazione dell’operazione.

Si mantiene l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica dal 1 gennaio 2019, riducendo per i primi sei mesi le sanzioni previste per chi non riuscirà ad adeguare i propri sistemi informatici.

Si dà quindi la possibilità di emettere fatture entro 10 giorni dalla operazione alla quale si riferiscono. Inoltre, si prevede che le fatture debbano essere annotate nel registro entro il giorno 15 del mese successivo alla loro emissione.

Sempre nell’ottica della semplificazione viene abrogato l’obbligo di registrazione progressiva degli acquisti.

 

Semplificazione per l’avvio al Sdl
L’articolo 8 ufficializza, definisce e allarga l’ambito applicativo della “non sanzionabilità” per eventuali ritardi di emissione/trasmissione, che era stata già anticipata con la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 13/E del 2 luglio 2018, stabilendo che, per il primo semestre 2019, non si applicano sanzioni se la fattura viene emessa, cioè inoltrata al Sistema di Interscambio, entro il termine di liquidazione dell’IVA, prevedendo anche, per il medesimo periodo, una riduzione ad un quinto delle sanzioni applicabili (tra il 90% ed il 180% dell’imposta, che diventano dal 18% al 36%) quando la fattura viene emessa entro il termine della liquidazione IVA relativa la periodo successivo.

 

Registro degli acquisti
Viene eliminato l’obbligo di numerazione delle fatture ricevute, operazione molto complessa da effettuare con la fatturazione elettronica, poiché quest’ultime non sono modificabili. Infatti si dovevano adottare un registro di protocollo o generare un documento xlm contenente il numero progressivo attribuito alla fattura univocamente e dando poche certezze sulla garanzia di una corretta operazione e non agevolando l’attività di controllo. Questa è una modifica favorevole e senza controindicazioni.

 

IVA
Un’altra novità riguarda il pagamento dell’IVA che slitterà alla data di incasso della fattura.

Trasmissione telematica dei corrispettivi
Oltre all’obbligo di fatturazione elettronica, si introduce l’obbligo generalizzato di memorizzare e trasmettere telematicamente i corrispettivi. Questo consentirà di eliminare alcuni adempimenti contabili come l’obbligo di tenuta dei registri e conservazione delle fatture e degli scontrini e un controllo maggiore e meno invasivo dell’Agenzia delle Entrate. L’obbligo parte per chi ha un volume d’affari superiore a 400 mila euro dal 1 luglio 2019. Per gli altri dal 1 gennaio 2020.

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La Fatturazione Elettronica in 10 mosse

FACILE
COME
1 CLICK

 

 

 

La sfida della fatturazione elettronica intrapresa dall’Italia è riassumibile in un dato: siamo il primo paese in Europa a prevedere, per legge, l’obbligo del B2B, ovvero della e-fattura fra privati. Esistono altri stati comunitari che hanno l’obbligo verso la pubblica amministrazione (in vigore in Italia dal 2014-2015), altri che lo stanno implementando, ma nessuno ha deciso, fino ad oggi, una norma stringente come quella italiana. La fatturazione elettronica diventa quindi uno degli elementi su cui l’Italia punta per scalare posizioni nella classifica della digitalizzazione, e in questo senso, sono poche le imprese che non hanno ancora messo a punto strategie per adempire all’obbligo.

Su questo argomento si è parlato a lungo anche in occasione dell’incontro organizzato da MediaCentercube insieme a Zucchetti nel maggio scorso. Quello che oggi ci proponiamo di fare è vedere insieme a te, numeri e regole sulla fatturazione elettronica, in una sorta di decalogo utile a fare ordine fra norme che entrano in vigore, proroghe e strumenti a disposizione.

1) La definizione: La fattura elettronica tra privati, termine usato per distinguerla dalla fatturazione elettronica PA riservata ed obbligatoria per chi ha rapporti commerciali con la Pubblica Amministrazione, dovrebbe chiamarsi fattura elettronica B2B (Business to Business), perché chi la emette e la riceve, è un operatore economico e pertanto provvisto di numero di partita IVA.
Qualora invece chi la riceve è un privato cittadino, si dovrebbe parlare di fatturazione elettronica B2C (Business to Consumer).
Per cui se sentite parlare di fattura elettronica tra privati, fattura elettronica B2B, e-fattura B2B o fattura elettronica business to business, state tranquilli perché stanno parlando tutti, della stessa cosa.

2) L’obbligo e la proroga: la fatturazione elettronica sarà obbligatoria per tutte le operazioni fra privati (esclusi i contribuenti forfettari) dal primo gennaio 2019. Dallo scorso primo luglio è obbligatoria per i subappalti nell’ambito di committenze pubbliche, e per i carburanti da autotrazione. Attenzione: qui è intervenuta una proroga, per cui non c’è l’obbligo fino al 2019 per i rifornimenti alle stazioni di servizio (mentre per tutte le altre operazioni all’interno della filiera è restata valida la data del primo luglio).

3) I riferimenti normativi: l’obbligo dal 2019 (e dal primo luglio per carburanti e subappalti) è previsto dalla manovra 2018, legge 205/2017, commi 909 e seguenti. La proroga per le cessioni di carburante alle stazioni di servizio è prevista dal Dl 79/2018.

4) Panoramica internazionale: ci sono paesi Ue, come la Germania o il Portogallo, che non prevedono obblighi di fatturazione elettronica, e in cui quindi la scelta di digitalizzare o meno il ciclo ordine-pagamenti è lasciato alle imprese. In altri casi (Spagna, Olanda, Svezia), c’è l’obbligo solo nei confronti della pubblica amministrazione, in altri ancora (Francia, Norvegia), l’obbligo B2G (business to government) è in fase di implementazione. Come detto, l’Italia è l’unico caso in cui c’è un obbligo per tutto il B2B.

5) Il livello di adozione: gli obblighi normativi hanno incentivato la digitalizzazione del ciclo fattura. Dal 2012 al 2017, in base ai dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, le imprese che hanno attivato una soluzione digitale sono più che raddoppiate, da 60mila a 130mila, con una crescita media tendenziale annua del 17%. Nel 2017 l’incremento rispetto all’anno precedente è stato dell’8%.

6) I risparmi: secondo i dati dell’Osservatorio, si risparmiano tra i 7,5 e gli 11,5 euro/fattura per coloro che emettono almeno 3mila fatture all’anno, mentre il risparmio scende tra gli 1,8 e i 3,7 euro/fattura per le aziende che hanno volumi inferiori.

7) I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate: le regole tecniche per la trasmissione e la conservazione delle fatture elettroniche sono contenute nel provvedimento del 30 aprile 2018, giorno in cui l’Agenzia ha emesso anche la circolare 8/E sulla cessione di carburanti. Segnaliamo anche la circolare 13/E, che contiene una serie di chiarimenti in risposta ai dubbi più frequentemente espressi dagli operatori del settore e dalle imprese.

8) Focus e sintesi: con il provvedimento del 30 aprile 2018 sono state definite le regole tecniche che regolamentano l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi tra privati. L’Agenzia delle Entrate conferma che la fattura elettronica è un documento informatico strutturato, in formato XML (eXtensible Markup Language), trasmesso e recapitato solo attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) il quale effettua i controlli su tutte le fatture che gli sono trasmesse e, nel caso di mancato superamento degli stessi, viene inviata entro un tempo massimo di 5 giorni, la “ricevuta di scarto” del file della fattura che pertanto si considera non emessa. Ad ogni ricevuta è apposto da SDI un sigillo elettronico avanzato, che ne garantisce autenticità e integrità e fornisce prova, sia nel caso di “ricevuta di recapito” che di “ricevuta di mancato recapito” che la fattura è stata elaborata correttamente dal SDI passando tutti i controlli e attesta dunque che è stato utilizzato il SDI e che la fattura si può considerare legalmente emessa.
Inoltre, in merito alla conservazione delle fatture elettronche, l’Agenzia delle Entrate ribadisce quanto stabilito dall’articolo 244 della Direttiva 2006/112/CE “Ogni soggetto passivo deve provvedere all’archiviazione di copie delle fatture emesse da lui stesso, dall’acquirente o dal destinatario, oppure in suo nome e per suo conto, da un terzo, nonché delle fatture che ha ricevuto”.
L’archiviazione delle fatture effettuata dal sistema di interscambio -quindi- non esime il soggetto IVA dalla loro conservazione.

9) I benefici attesi: il 50% delle grandi imprese e il 34% delle PMI ritengono che l’obbligo dal 2019 sia un’opportunità per ottimizzare i processi aziendali.

10) Gli strumenti: Zucchetti mette a disposizione delle imprese un servizio di Fatturazione Elettronica tra privati (B2B / B2C) e con la Pubblica Amministrazione (B2G). Il servizio Zucchetti è perfettamente integrato con il gestionale utilizzato in azienda (anche con i gestionali non Zucchetti) e automatizza l’intero iter di fatturazione, sia ciclo attivo che ciclo passivo:

  • Invii fatture elettroniche (nel formato XML) a privati e PA attraverso il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate
  • Ricevi le fatture dai fornitori e gestisci completamente l’intero ciclo passivo
  • Il sistema di notifiche ti informa sulla consegna del documento
  • Firmi digitalmente le fatture per garantire autenticità, integrità e non ripudiabilità del documento
  • Conservi digitalmente le fatture a norma di legge

E’ indispensabile prendere atto che il  gennaio 2019 non è poi così tanto lontano e non bisogna farsi trovare impreparati.

Non aspettare l’ultimo momentorispondi a queste brevi domande e ti daremo tutto l’affiancamento necessario per gestire con 1 click, il processo di fatturazione elettronica.

Non è obbligatorio indicare il numero di documenti emessi/ricevuti per il 2018 ma, se non indicato, si intenderà la volontà di posticipare l’attivazione della Fatturazione Elettronica al 01.01.2019

Doc. emessi ultimi mesi 2018

Doc. ricevuti ultimi mesi 2018

Documenti emessi per il 2019

Documenti ricevuti per il 2019

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Proroga spesometro, unico invio il 28 febbraio 2019

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Proroga dello spesometro con invio unico per i dati delle fatture del primo e del secondo semestre 2018: nel decreto dignità il termine dovrebbe essere fissato per tutti al 28 febbraio 2019.

Scadenza unica per lo spesometro 2018, con proroga al 28 febbraio 2019 dei dati delle fatture del primo semestre dell’anno.

La proroga dello spesometro, alternativa all’abolizione, rientra tra le misure previste dall’ultima bozza di Decreto Dignità, il provvedimento del Ministro del Lavoro e del MISE Luigi di Maio che dovrebbe essere discusso e approvato durante il Consiglio dei Ministri del 2 luglio 2018.

Abolizione spesometro, split payment, studi di settore e redditometro: sono queste le misure annunciate – e che vanno ad aggiungersi alle novità in materia di lavoro – per le quali bisognerà fare i conti con il nodo delle coperture.

Secondo alcune indiscrezioni, dal Ministro dell’Economia Tria sarebbe arrivato lo stop ad alcune delle novità previste dal Decreto Dignità, tra le quali per l’appunto lo spesometro.

Non vi sarà l’abolizione della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, ma l’invio sarà oggetto di proroga al 28 febbraio 2019, termine che riguarderà sia l’invio dei dati delle fatture del primo che del secondo semestre 2018. Lo si apprende da un lancio dell’Agenzia Ansa, che ha avuto modo di visionare la bozza di cui si sta discutendo in queste ore.

Possibile proroga spesometro al 28 febbraio 2019 nel Decreto Dignità

Tra le novità che il Ministro Luigi Di Maio porterà al tavolo del Consiglio dei Ministri con il Decreto Dignità, il capitolo fiscale è quello sicuramente più atteso.

Di annunci e promesse, negli scorsi mesi, ne sono stati fatti molti ma pare che la semplificazione immediata degli adempimenti fiscali per partite IVA e imprese dovrà attendere.

Per quanto riguarda lo spesometro, adempimento introdotto con il fine di contrastare l’evasione IVA, l’idea che va diffondendosi è che per la sua abolizione sarà necessario attendere al 2019, quanto l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica farà venir meno l’obbligo di comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute.

Il Decreto Dignità potrebbe, tuttavia, introdurre una proroga della scadenza dello spesometro del primo semestre (o 2° trimestre), fissata attualmente al 1° ottobre 2018 (il 30 settembre, scadenza naturale, cade di domenica).

Quella che va man mano avanzando è l’ipotesi che la scadenza venga di fatto rinviata al 28 febbraio 2019, allineando quindi il termine per la trasmissione dei dati sia del primo che del secondo semestre dell’anno.

Non c’è soltanto lo spesometro tra le novità fiscali previste dal Decreto Dignità e accanto alla proroga della comunicazione dati delle fatture (alternativa meno costosa dell’abolizione), è stata più volte annunciata sia l’abolizione dello split payment che degli studi di settore e del redditometro.

In merito allo split payment, l’ipotesi che avanza è che i soggetti interessati alla novità siano soltanto i liberi professionisti, sui quali il meccanismo che prevede il versamento dell’IVA direttamente allo Stato comporta (accanto all’applicazione della ritenuta Irpef del 20%) un reale problema di liquidità.

Abbastanza difficile è, ad oggi, ipotizzare che l’abolizione dello split payment sia estesa ad ulteriori categorie. Il meccanismo di fatturazione ha portato ad un notevole aumento delle entrate in materia di IVA e il costo della misura sarebbe tutt’altro che contenuto.

Ulteriori novità potrebbero riguardare i tempi dei rimborsi IVA, nonché la definitiva abolizione del redditometro, strumento di accertamento ormai in disuso.

Decreto Dignità, svuotato il “capitolo lavoro”: resta solo mini-stretta ai contratti a termine

Rispetto alle bozze di decreto circolate nelle scorse settimane, a perdere pezzi non è soltanto l’insieme di misure fiscali ma anche le novità in materia di lavoro previste dal Decreto Dignità.

Se inizialmente si era parlato dell’introduzione di un limite ai contratti di somministrazione a tempo indeterminato, delle tutele per i lavoratori della gig economy e della reintroduzione dei voucher per l’agricoltura, ad oggi è confermata soltanto la mini-stretta ai contratti a tempo determinato.

Col fine ultimo di contrastare il precariato, il numero di rinnovi per i contratti a termine potrebbero scendere da 5 a 4, sempre nel limite di 36 mesi di durata massima consentita. Saranno reintrodotte le causali ed inoltre il costo per ogni rinnovo successivo al secondo aumenterà dello 0,5% e si allungherà a 270 giorni il termine per l’impugnazione dei contratti a tempo determinato.

Fonte: Informazione Fiscale

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Fatturazione Elettronica B2B: l’evento

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E’ in corso una trasformazione digitale che coinvolgerà tutte le aziende e i professionisti.

La Legge di Bilancio 2018 infatti prevede l’avvio dei seguenti obblighi normativi:

dal 1 luglio 2018 le fatture elettroniche diventeranno obbligatorie per gli operatori della filiera dei carburanti e per i subappaltatori della Pubblica Amministrazione.
dal 1 gennaio 2019 la fatturazione elettronica sarà obbligatoria per tutte le operazioni tra privati, persone fisiche e giuridiche.

Per questo motivo abbiamo organizzato  a Cagliari, insieme a Microarea e Zucchetti, un evento unico e gratuito, un’occasione fondamentale per condividere tutte le informazioni sulla fatturazione elettronica ai privati e non farsi trovare impreparati in occasione di questo importante cambiamento.

L’appuntamento è per il 21 giugno alle 15,30 presso la Sala Eventi dell’Hotel Sardegna, Via Lunigiana 50, Cagliari.

NON MANCARE: CONFERMA LA TUA PARTECIPAZIONE ENTRO IL 9 GIUGNO!!!

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