La Fatturazione Elettronica in 10 mosse

FACILE
COME
1 CLICK

 

 

 

La sfida della fatturazione elettronica intrapresa dall’Italia è riassumibile in un dato: siamo il primo paese in Europa a prevedere, per legge, l’obbligo del B2B, ovvero della e-fattura fra privati. Esistono altri stati comunitari che hanno l’obbligo verso la pubblica amministrazione (in vigore in Italia dal 2014-2015), altri che lo stanno implementando, ma nessuno ha deciso, fino ad oggi, una norma stringente come quella italiana. La fatturazione elettronica diventa quindi uno degli elementi su cui l’Italia punta per scalare posizioni nella classifica della digitalizzazione, e in questo senso, sono poche le imprese che non hanno ancora messo a punto strategie per adempire all’obbligo.

Su questo argomento si è parlato a lungo anche in occasione dell’incontro organizzato da MediaCentercube insieme a Zucchetti nel maggio scorso. Quello che oggi ci proponiamo di fare è vedere insieme a te, numeri e regole sulla fatturazione elettronica, in una sorta di decalogo utile a fare ordine fra norme che entrano in vigore, proroghe e strumenti a disposizione.

1) La definizione: La fattura elettronica tra privati, termine usato per distinguerla dalla fatturazione elettronica PA riservata ed obbligatoria per chi ha rapporti commerciali con la Pubblica Amministrazione, dovrebbe chiamarsi fattura elettronica B2B (Business to Business), perché chi la emette e la riceve, è un operatore economico e pertanto provvisto di numero di partita IVA.
Qualora invece chi la riceve è un privato cittadino, si dovrebbe parlare di fatturazione elettronica B2C (Business to Consumer).
Per cui se sentite parlare di fattura elettronica tra privati, fattura elettronica B2B, e-fattura B2B o fattura elettronica business to business, state tranquilli perché stanno parlando tutti, della stessa cosa.

2) L’obbligo e la proroga: la fatturazione elettronica sarà obbligatoria per tutte le operazioni fra privati (esclusi i contribuenti forfettari) dal primo gennaio 2019. Dallo scorso primo luglio è obbligatoria per i subappalti nell’ambito di committenze pubbliche, e per i carburanti da autotrazione. Attenzione: qui è intervenuta una proroga, per cui non c’è l’obbligo fino al 2019 per i rifornimenti alle stazioni di servizio (mentre per tutte le altre operazioni all’interno della filiera è restata valida la data del primo luglio).

3) I riferimenti normativi: l’obbligo dal 2019 (e dal primo luglio per carburanti e subappalti) è previsto dalla manovra 2018, legge 205/2017, commi 909 e seguenti. La proroga per le cessioni di carburante alle stazioni di servizio è prevista dal Dl 79/2018.

4) Panoramica internazionale: ci sono paesi Ue, come la Germania o il Portogallo, che non prevedono obblighi di fatturazione elettronica, e in cui quindi la scelta di digitalizzare o meno il ciclo ordine-pagamenti è lasciato alle imprese. In altri casi (Spagna, Olanda, Svezia), c’è l’obbligo solo nei confronti della pubblica amministrazione, in altri ancora (Francia, Norvegia), l’obbligo B2G (business to government) è in fase di implementazione. Come detto, l’Italia è l’unico caso in cui c’è un obbligo per tutto il B2B.

5) Il livello di adozione: gli obblighi normativi hanno incentivato la digitalizzazione del ciclo fattura. Dal 2012 al 2017, in base ai dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, le imprese che hanno attivato una soluzione digitale sono più che raddoppiate, da 60mila a 130mila, con una crescita media tendenziale annua del 17%. Nel 2017 l’incremento rispetto all’anno precedente è stato dell’8%.

6) I risparmi: secondo i dati dell’Osservatorio, si risparmiano tra i 7,5 e gli 11,5 euro/fattura per coloro che emettono almeno 3mila fatture all’anno, mentre il risparmio scende tra gli 1,8 e i 3,7 euro/fattura per le aziende che hanno volumi inferiori.

7) I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate: le regole tecniche per la trasmissione e la conservazione delle fatture elettroniche sono contenute nel provvedimento del 30 aprile 2018, giorno in cui l’Agenzia ha emesso anche la circolare 8/E sulla cessione di carburanti. Segnaliamo anche la circolare 13/E, che contiene una serie di chiarimenti in risposta ai dubbi più frequentemente espressi dagli operatori del settore e dalle imprese.

8) Focus e sintesi: con il provvedimento del 30 aprile 2018 sono state definite le regole tecniche che regolamentano l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi tra privati. L’Agenzia delle Entrate conferma che la fattura elettronica è un documento informatico strutturato, in formato XML (eXtensible Markup Language), trasmesso e recapitato solo attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) il quale effettua i controlli su tutte le fatture che gli sono trasmesse e, nel caso di mancato superamento degli stessi, viene inviata entro un tempo massimo di 5 giorni, la “ricevuta di scarto” del file della fattura che pertanto si considera non emessa. Ad ogni ricevuta è apposto da SDI un sigillo elettronico avanzato, che ne garantisce autenticità e integrità e fornisce prova, sia nel caso di “ricevuta di recapito” che di “ricevuta di mancato recapito” che la fattura è stata elaborata correttamente dal SDI passando tutti i controlli e attesta dunque che è stato utilizzato il SDI e che la fattura si può considerare legalmente emessa.
Inoltre, in merito alla conservazione delle fatture elettronche, l’Agenzia delle Entrate ribadisce quanto stabilito dall’articolo 244 della Direttiva 2006/112/CE “Ogni soggetto passivo deve provvedere all’archiviazione di copie delle fatture emesse da lui stesso, dall’acquirente o dal destinatario, oppure in suo nome e per suo conto, da un terzo, nonché delle fatture che ha ricevuto”.
L’archiviazione delle fatture effettuata dal sistema di interscambio -quindi- non esime il soggetto IVA dalla loro conservazione.

9) I benefici attesi: il 50% delle grandi imprese e il 34% delle PMI ritengono che l’obbligo dal 2019 sia un’opportunità per ottimizzare i processi aziendali.

10) Gli strumenti: Zucchetti mette a disposizione delle imprese un servizio di Fatturazione Elettronica tra privati (B2B / B2C) e con la Pubblica Amministrazione (B2G). Il servizio Zucchetti è perfettamente integrato con il gestionale utilizzato in azienda (anche con i gestionali non Zucchetti) e automatizza l’intero iter di fatturazione, sia ciclo attivo che ciclo passivo:

  • Invii fatture elettroniche (nel formato XML) a privati e PA attraverso il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate
  • Ricevi le fatture dai fornitori e gestisci completamente l’intero ciclo passivo
  • Il sistema di notifiche ti informa sulla consegna del documento
  • Firmi digitalmente le fatture per garantire autenticità, integrità e non ripudiabilità del documento
  • Conservi digitalmente le fatture a norma di legge

E’ indispensabile prendere atto che il  gennaio 2019 non è poi così tanto lontano e non bisogna farsi trovare impreparati.

Non aspettare l’ultimo momentorispondi a queste brevi domande e ti daremo tutto l’affiancamento necessario per gestire con 1 click, il processo di fatturazione elettronica.

Non è obbligatorio indicare il numero di documenti emessi/ricevuti per il 2018 ma, se non indicato, si intenderà la volontà di posticipare l’attivazione della Fatturazione Elettronica al 01.01.2019

Doc. emessi ultimi mesi 2018

Doc. ricevuti ultimi mesi 2018

Documenti emessi per il 2019

Documenti ricevuti per il 2019

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Proroga spesometro, unico invio il 28 febbraio 2019

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Proroga dello spesometro con invio unico per i dati delle fatture del primo e del secondo semestre 2018: nel decreto dignità il termine dovrebbe essere fissato per tutti al 28 febbraio 2019.

Scadenza unica per lo spesometro 2018, con proroga al 28 febbraio 2019 dei dati delle fatture del primo semestre dell’anno.

La proroga dello spesometro, alternativa all’abolizione, rientra tra le misure previste dall’ultima bozza di Decreto Dignità, il provvedimento del Ministro del Lavoro e del MISE Luigi di Maio che dovrebbe essere discusso e approvato durante il Consiglio dei Ministri del 2 luglio 2018.

Abolizione spesometro, split payment, studi di settore e redditometro: sono queste le misure annunciate – e che vanno ad aggiungersi alle novità in materia di lavoro – per le quali bisognerà fare i conti con il nodo delle coperture.

Secondo alcune indiscrezioni, dal Ministro dell’Economia Tria sarebbe arrivato lo stop ad alcune delle novità previste dal Decreto Dignità, tra le quali per l’appunto lo spesometro.

Non vi sarà l’abolizione della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, ma l’invio sarà oggetto di proroga al 28 febbraio 2019, termine che riguarderà sia l’invio dei dati delle fatture del primo che del secondo semestre 2018. Lo si apprende da un lancio dell’Agenzia Ansa, che ha avuto modo di visionare la bozza di cui si sta discutendo in queste ore.

Possibile proroga spesometro al 28 febbraio 2019 nel Decreto Dignità

Tra le novità che il Ministro Luigi Di Maio porterà al tavolo del Consiglio dei Ministri con il Decreto Dignità, il capitolo fiscale è quello sicuramente più atteso.

Di annunci e promesse, negli scorsi mesi, ne sono stati fatti molti ma pare che la semplificazione immediata degli adempimenti fiscali per partite IVA e imprese dovrà attendere.

Per quanto riguarda lo spesometro, adempimento introdotto con il fine di contrastare l’evasione IVA, l’idea che va diffondendosi è che per la sua abolizione sarà necessario attendere al 2019, quanto l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica farà venir meno l’obbligo di comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute.

Il Decreto Dignità potrebbe, tuttavia, introdurre una proroga della scadenza dello spesometro del primo semestre (o 2° trimestre), fissata attualmente al 1° ottobre 2018 (il 30 settembre, scadenza naturale, cade di domenica).

Quella che va man mano avanzando è l’ipotesi che la scadenza venga di fatto rinviata al 28 febbraio 2019, allineando quindi il termine per la trasmissione dei dati sia del primo che del secondo semestre dell’anno.

Non c’è soltanto lo spesometro tra le novità fiscali previste dal Decreto Dignità e accanto alla proroga della comunicazione dati delle fatture (alternativa meno costosa dell’abolizione), è stata più volte annunciata sia l’abolizione dello split payment che degli studi di settore e del redditometro.

In merito allo split payment, l’ipotesi che avanza è che i soggetti interessati alla novità siano soltanto i liberi professionisti, sui quali il meccanismo che prevede il versamento dell’IVA direttamente allo Stato comporta (accanto all’applicazione della ritenuta Irpef del 20%) un reale problema di liquidità.

Abbastanza difficile è, ad oggi, ipotizzare che l’abolizione dello split payment sia estesa ad ulteriori categorie. Il meccanismo di fatturazione ha portato ad un notevole aumento delle entrate in materia di IVA e il costo della misura sarebbe tutt’altro che contenuto.

Ulteriori novità potrebbero riguardare i tempi dei rimborsi IVA, nonché la definitiva abolizione del redditometro, strumento di accertamento ormai in disuso.

Decreto Dignità, svuotato il “capitolo lavoro”: resta solo mini-stretta ai contratti a termine

Rispetto alle bozze di decreto circolate nelle scorse settimane, a perdere pezzi non è soltanto l’insieme di misure fiscali ma anche le novità in materia di lavoro previste dal Decreto Dignità.

Se inizialmente si era parlato dell’introduzione di un limite ai contratti di somministrazione a tempo indeterminato, delle tutele per i lavoratori della gig economy e della reintroduzione dei voucher per l’agricoltura, ad oggi è confermata soltanto la mini-stretta ai contratti a tempo determinato.

Col fine ultimo di contrastare il precariato, il numero di rinnovi per i contratti a termine potrebbero scendere da 5 a 4, sempre nel limite di 36 mesi di durata massima consentita. Saranno reintrodotte le causali ed inoltre il costo per ogni rinnovo successivo al secondo aumenterà dello 0,5% e si allungherà a 270 giorni il termine per l’impugnazione dei contratti a tempo determinato.

Fonte: Informazione Fiscale

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Fatturazione Elettronica B2B: l’evento

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E’ in corso una trasformazione digitale che coinvolgerà tutte le aziende e i professionisti.

La Legge di Bilancio 2018 infatti prevede l’avvio dei seguenti obblighi normativi:

dal 1 luglio 2018 le fatture elettroniche diventeranno obbligatorie per gli operatori della filiera dei carburanti e per i subappaltatori della Pubblica Amministrazione.
dal 1 gennaio 2019 la fatturazione elettronica sarà obbligatoria per tutte le operazioni tra privati, persone fisiche e giuridiche.

Per questo motivo abbiamo organizzato  a Cagliari, insieme a Microarea e Zucchetti, un evento unico e gratuito, un’occasione fondamentale per condividere tutte le informazioni sulla fatturazione elettronica ai privati e non farsi trovare impreparati in occasione di questo importante cambiamento.

L’appuntamento è per il 21 giugno alle 15,30 presso la Sala Eventi dell’Hotel Sardegna, Via Lunigiana 50, Cagliari.

NON MANCARE: CONFERMA LA TUA PARTECIPAZIONE ENTRO IL 9 GIUGNO!!!

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Fatturazione elettronica B2B ? Vi diamo un appuntamento

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Il recente provvedimento della Agenzia delle Entrate datato 30 aprile 2018, oltre a definire alcuni aspetti relativi all’uso della firma digitale e alla conservazione in sostituitiva, ha sgomberato il campo da qualunque possibilità di rinvio o proroga.
Così, se fino a ieri solo i fornitori della Pubblica Amministrazione erano obbligati a inviare fatture in formato elettronico, dal 1 gennaio 2019 il processo di scambio delle fatture elettroniche si estenderà anche ai soggetti privati.

PRIMA FASE: La filiera dei carburanti anticipa i tempi

L’obbligo riguarderà innanzitutto i settori della cessione di benzina e gasolio per motori e quello dei subappalti nell’ambito di contratti di appalti pubblici.
Per loro infatti, l’imposizione entrerà in vigore già dall’ormai prossimo 1° luglio 2018.

SECONDA FASE: L’estensione al B2B

Diverso il caso per le aziende di tutti gli altri settori che effettuano operazioni B2B, le quali saranno interessate dall’obbligo a partire dal 1° gennaio 2019. Le fatture elettroniche B2B viaggeranno sempre attraverso il Sistema di Interscambio (Sdi), vale a dire il canale in cui già ora transitano le fatture elettroniche destinate alla Pubblica Amministrazione oltre ai dati dello Spesometro e delle comunicazioni delle liquidazioni Iva.

È evidente che, indipendentemente dai tempi di emissione obbligatoria, le Aziende potrebbero avere già nel 2018, per obbligo o volontà dei propri fornitori, un problema di ricezione delle fatture elettroniche.

 

COS’È UNA FATTURA ELETTRONICA ?

La fattura elettronica è di fatto un sistema digitale di emissione, trasmissione, ricezione e conservazione delle fatture che permette di eliminare il supporto cartaceo.
Il nuovo formato in cui le fatture elettroniche devono essere prodotte, trasmesse, ricevute, archiviate e conservate è un formato digitale chiamato XML (eXtensible Markup Language), un linguaggio informatico che consente di definire e controllare il significato degli elementi contenuti in un documento, al fine quindi di verificare le informazioni per i controlli previsti per legge.
L’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto sono garantite tramite l’apposizione della firma elettronica qualificata di chi emette la fattura.

 

COS’È IL SISTEMA DI INTERSCAMBIO?

Conosciuto anche come SDI, è un sistema informatico, gestito dall’Agenzia delle Entrate, in grado di:

ricevere le fatture sotto forma di file con le caratteristiche del formato XMLPA
effettuare controlli sui file ricevuti
inoltrare le fatture ai destinatari.

Il Sistema di Interscambio non ha alcun ruolo amministrativo e non assolve compiti relativi all’archiviazione e conservazione delle fatture; è sostanzialmente un canale, un ‘postino’ che recapita un flusso.

LA SOLUZIONE PER MAGO: IL DIGITAL HUB

E’ un servizio in grado di gestire Fatture Elettroniche B2G / B2B / B2C sia in emissione (ciclo attivo) che in ricezione (ciclo passivo). L’utente del servizio si configura quindi sia come ‘cedente’ (quando emette la fattura) sia in qualità di ‘cessionario’ (quando la riceve).

• E’ un servizio in grado di gestire altri adempimenti verso lo SDI quali l’invio della liquidazione Iva e l’invio delle fatture emesse e registrate (C.A.D.I.).

• E’ un servizio automatico in grado di svolgere tutti i processi in autonomia.

• E’ utilizzabile via web con un PC o tramite una appmobile.

• E’ integrato con gli applicativi Microarea- Zucchetti.

• E’ integrabile a soluzioni esterne al mondo Microarea-Zucchetti

 

L’INVIO DELLA FATTURA ELETTRONICA

Tra i diversi canali proposti dal servizio SDI per inviare la fattura elettronica la Microarea-Zucchetti ha scelto il Servizio SDIFTP basato su protocollo FTP (File Transfer Protocol) accreditandosi presso l’Agenzia delle Entrate / SDI in modo da qualificarsi come intermediario.

Tre le opzioni possibili per l’utente Digital Hub:

1. Il cedente (*) emette fattura direttamente.
2. Il cedente delega Zucchetti quale emittente ** della fattura.
3. Il cedente delega un altro intermediario quale emittente ** della fattura.

* Il cedente o prestatore è il FORNITORE che emette fattura ai propri clienti.
** L’emittente emette la fattura per conto del cedente/prestatore.

esempio 1
Il cedente emette fattura

esempio 2
Il cedente delega Zucchetti 

esempio 3
Il cedente delega altro intermediario

IL CICLO PASSIVO – LE FATTURE ELETTRONICHE RICEVUTE

Le modalità con cui è possibile ricevere una fattura passiva sono:

Ricezione tramite PEC (posta elettronica certificata)
Le fatture vengono inoltrate all’operatore economico come allegato di un messaggio di PEC, sulla medesima casella il ricevente dovrà inviare il file messaggio di “accettazione” o “rifiuto “ delle fatture ricevute.

Ricezione tramite Servizio SDIFTP
Per usufruire di questo canale di trasmissione, basato su protocollo FTP (File Transfer Protocol) è necessario accreditarsi presso il Sistema di Interscambio, oppure avvalersi di un intermediario quale è la Zucchetti.

INDIRIZZO ZDH CANALE FTP
Tramite questo indirizzo, assegnato dall’Agenzia delle Entrate/S.D.I. a Zucchetti quale intermediario, tutte le fatture passive che conterranno il relativo riferimento, verranno recapitate direttamente sul Digital Hub che provvederà, previa identificazione del cessionario/cliente, a renderle disponibili agli utenti del servizio.

 

RICEZIONE FATTURA ELETTRONICA

Tre le opzioni possibili per l’utilizzatore del Digital Hub:

1. Il cessionario (*) riceve direttamente le proprie fatture

2. Il cessionario delega Zucchetti quale ricevente delle proprie fatture.

3. Il cessionario delega un altro intermediario quale ricevente delle proprie fatture.

Tramite il Portale, l’utente Digital Hub, qui in qualità di cessionario, accetterà o rifiuterà le fatture ricevute. Digital Hub  invierà poi le notifiche allo SDI.

* Il cessionario o committente è il CLIENTE che riceve le fatture dai propri fornitori

esempio 1
Il cessionario riceve le fatture

esempio 2
Il cessionario delega Zucchetti

esempio 3
Il cessionario delega altro intermediario

FATTURAZIONE ELETTRONICA B2B? VI DIAMO UN APPUNTAMENTO !

Per il 2018 i clienti Mago che utilizzano il servizio Digital Hub con:

a) FatelWeb, vedranno abilitarsi la funzionalità di emissione e ricezione delle fatture elettroniche B2B
b) CadiWeb riceveranno in omaggio la funzionalità di ricezione delle fatture elettroniche B2B

Entro il 31/12/2018 l’attuale servizio Digital Hub verrà disattivato; si potrà procedere alla sua riattivazione attraverso la sottoscrizione di un nuovo contratto per la definizione del quale è indispensabile sapere:
a) qual è il numero di fatture che -presumibilmente- emetterete nel 2019
b) qual è il numero di fatture che -presumibilmente- riceverete nel 2019

Per coloro i quali, poi, non utilizzano ancora il servizio Digital Hub e/o non vorranno aspettare il prossimo mese di gennaio ma vorranno (o dovranno) anticipare i tempi, sarà importante conoscere il numero di documenti trattati dal momento in cui si intenderà attivare il servizio, fino a fine 2018.

Il nostro consiglio è quello di non aspettare l’ultimo momento ma di arrivare alla data già preparati e con la buona conoscenza dello strumento Digital Hub.

Vi invitiamo quindi a inviarci i dati relativi al numero di fatture emesse e ricevute nel 2019 e negli ultimi mesi del 2018, rispondendo oggi stesso a questa comunicazione, inviando una mail a info@mediacentercube.it indicando il numero totale di fatture che presumibilmente riceverete/emetterete nel 2019 e il numero totale di fatture che presumibilmente riceverete/emetterete negli ultimi mesi del 2018.

Di tutto questo parleremo con Voi tra poche settimane, durante un incontro al quale avremo il piacere di invitarVi e per il quale, entro qualche giorno, riceverete tutti i dettagli su date, orari e location.

Come cambia la normativa? Quali sono i vantaggi? Quali strumenti ho a disposizione?

Insieme a Microarea e Zucchetti risponderemo a tutte le vostre domande e Vi mostreremo i vantaggi del Digital Hub.

… A PRESTO !

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Zona Franca Urbana – Comune di Cagliari

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A partire dal 4 maggio 2018 e fino al 23 maggio 2018 sarà possibile inoltrare le domande per partecipare all’assegnazione dei contributi messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico per la zona franca urbana del comune di Cagliari.

Si tratta di uno strumento di finanziamento che funzione con il sistema del credito d’imposta: significa che le somme vengono recuperate con i versamenti delle imposte con il modello F24.

Le esenzioni riguardano:

  • Le imposte sui redditi
  • L’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP)
  • Imposta municipale propria (IMU)
  • I Contributi sulle retribuzioni del personale dipendente

Il massimo importo concedibile è pari a euro 100.000,00 per impresa. In ogni caso, il contributo verrà erogato in base alle richieste che perverranno nel termine temporale previsto. Il regolamento di riferimento è quello del regime De Minimis.

Sono ammesse al contributo tutte le micro e piccole imprese (secondo quanto previsto dalla Unione Europea) e i professionisti che operano all’interno delle zone previste da Comune di Cagliari. Le imprese devono essere regolarmente costituite e iscritte al Registro imprese della Camera di Commercio, mentre i professionisti devono essere iscritti presso il loro albo professionale.

Gli unici settori esclusi sono quelli legati alla agricoltura e alla pesca.

L’istanza per la richiesta può essere presentata esclusivamente in via telematica, con firma digitale della documentazione da parte del titolare dell’impresa o del professionista, seguendo la procedura indicata sul sito internet www.mise.gov.it

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GDPR: come adeguarsi entro maggio 2018

Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali

CHE COS’E’ IL GDPR

Il GDPR (General Data Protection Regulation) è il Regolamento europeo 2016/679 sulla protezione dei dati personali: si tratta di un atto legislativo europeo di portata generale entrato in vigore nel 2016, le cui disposizioni saranno integralmente obbligatorie ed automaticamente vincolanti in tutti gli Stati membri dal 25 maggio 2018, sia per le Autorità Pubbliche sia per i singoli cittadini.
Prima di iniziare questo percorso, va tenuto presente che si tratta di una regolamentazione molto vasta, composta da 99 articoli (173 considerando Le diverse linee guida), per alcuni aspetti ancora incompleta visto che nelle prossime settimane sono attesi appositi decreti legislativi e che coinvolge al tempo stesso aspetti giuridici e competenze prettamente tecniche.

Per intenderci, è l’evoluzione più ampia del Decreto Legislativo 196/2003 noto anche come Decreto Privacy che costituirà un cambio di rotta per la gestione e tutela dei nostri dati personali. Si rifà infatti al diritto fondamentale di protezione della vita privata e dei dati di carattere personale.

Il suo obiettivo è quello di aggiornare ed uniformare a livello europeo le norme sulla protezione dei dati personali, che risalgono al 1995, adeguandole al nuovo contesto economico e sociale, per creare un clima di fiducia che consentirà lo sviluppo dell’economia digitale nel mercato europeo.

Riguarda tutte le aziende che trattano dati delle persone fisiche. In particolare, con la nuova normativa i fornitori esterni di servizi sono chiamati a rispondere in prima persona del mancato adeguamento al Regolamento.

Ma così come introduce indubbi aspetti positivi, di pari passo ora le sanzioni sono molto più pesanti per i trasgressori che possono incappare in multe pari a milioni di Euro o al 4% del fatturato globale aziendale.

Nei prossimi giorni inseriremo nuovi contenuti per cercare di fare sempre più chiarezza su questo argomento.

Intanto, per evitare ritardi nel percorso di acquisizione del GDPR, necessario per soddisfare tutti gli adempimenti previsti dalla nuova normativa che -lo ripetiamo- entrerà pienamente in vigore dal 25 maggio 2018, abbiamo approntato un breve ed essenziale questionario di 12 domande mirate che ha il duplice obiettivo:

1. permettervi di verificare il vostro grado di preparazione rispetto ai requisiti del GDPR;

2. permetterci di definire un percorso di adeguamento al GDPR che vi metta in condizione di attuare il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali.

QUESTIONARIO DI AUTOVALUTAZIONE SUL GDPR

1. COME ARCHIVIATE I DATI PERSONALI IN VOSTRO POSSESSO?

1. COME VI PROTEGGETE DAGLI ATTACCHI ESTERNI?

3. STATE PROCEDENDO ALLA NECESSARIA IDENTIFICAZIONE/CLASSIFICAZIONE DEI DATI PERSONALI?

4. DISPONETE DI UN PROGRAMMA DI GOVERNANCE DEI DATI PERSONALI CONFORME ALLA NORMATIVA?

5. GESTITE LE RICHIESTE DI MODIFICA, TRASFERIMENTO E CESSAZIONE DELLA GESTIONE DEI DATI PERSONALI?

6. COME RILEVATE E CONSERVATE TALI RICHIESTE E LE RELATIVE RISPOSTE DATE DAL VOSTRO PERSONALE?

7. IL VOSTRO SOFTWARE GESTIONALE CONSENTE DI IMPOSTARE PERMESSI DI ACCESSO AI DATI GESTITI?

8. IL VOSTRO SOFTWARE GESTIONALE CONSENTE DI TENER TRACCIA DELLE OPERAZIONI EFFETTUATE SUI DATI?

9. QUANTO E' CONFORME LA VOSTRA AZIENDA ALLA NUOVA NORMATIVA SULLA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI?

10. STATE UTILIZZANDO SISTEMI DI CRITTOGRAFIA PER PROTEGGERE I DATI PERSONALI IN VOSTRO POSSESSO?

11. QUANTO E' CONFORME LA VOSTRA AZIENDA NELLA RISERVATEZZA E DISPONIBILITA' DEI DATI PERSONALI?

12. COME PROCEDERESTE IN CASO DI VIOLAZIONI DEI DATI PERSONALI IN VOSTRO POSSESSO?