blog

In questi giorni Microsoft ha comunicato che non rilascierà più aggiornamenti per Windows 7. Questa decisione porterà con sé l’impossibilità di ricevere aggiornamenti e protezioni da patch di sicurezza con conseguente esposizione a minacce informatiche

Si aspettano infatti numerosi attacchi di virus sui sistemi con Windows 7, in particolare è atteso WannaCry, il ransomware che nel 2019 ha colpito milioni di utenti. Secondo gli esperti, si prevede che il 26% delle aziende useranno ancora il software Microsoft appena abbandonato. La conseguenza sarà un aumento dei PC infettati da WannaCry per un danno ingente per le aziende, perdita di produttività e di dati oltre a tantissimi hardware danneggiati.

Se è pur vero che in tantissimi uffici pubblici è facile imbattersi ancor oggi in macchine che adoperano addirittura Windows XP – ritirato ad aprile 2014 (!) – la diffusissima pratica che consiste nel continuare a utilizzare sistemi operativi ormai superati è fortemente sconsigliata, a meno di non volere correre il rischio sperando che non accada mai.

Windows 7 non sarà più supportato dal 14 gennaio 2020

Microsoft ha fissato come data di “fine vita” per le varie edizioni di Windows 7 il 14 gennaio 2020: si tratta, come sempre accade in questi casi, di un martedì, il secondo del mese, giorno in cui verranno rilasciati gli ultimi aggiornamenti ufficiali per Windows 7.
Ciò significa che il giorno seguente al 14 gennaio 2020, Windows 7 terminerà di esistere e Microsoft non assicurerà ai clienti alcuna forma di supporto, per tutte le edizioni disponibili.
A partire dal 15 gennaio, infatti, i tecnici Microsoft non rilasceranno più alcuna patch per Windows 7, neppure per sanare problematiche di sicurezza.

Cessando anche il periodo di supporto extended, Microsoft metterà nuovi aggiornamenti di Windows 7 solo nelle mani delle aziende che stipuleranno costosi abbonamenti speciali (programma Windows 7 Extended Security Updates (ESU): 50€ per ogni workstation durante il primo anno, 100€ durante il secondo, 200€ per ciascun sistema il terzo anno.

Fine del supporto di Windows 7: cosa fare

A fine dicembre 2019, Windows 7 restava ancora il secondo più utilizzato al mondo con il 26,6% delle quote di mercato. Pensare che Windows 10 è leader con il 54,6% ma il “sorpasso” su Windows 7 si è registrato solo tra novembre e dicembre 2018 (fonte: NetmarketShare, Netapplications).

Per i professionisti e le aziende che utilizzano molte workstation Windows 7, passare a Windows 10 è di fatto pressoché obbligatorio:

1) Il consiglio è quello di creare un’immagine del sistema con l’intera configurazione di Windows 7, la struttura del disco o dell’unità SSD e i dati memorizzati salvandola quindi su un server NAS o su una cartella condivisa in rete locale.
Per procedere in tal senso si possono usare diverse utility disponibili sul mercato come AOMEI Backupper, EASEUS Todo Backup, Macrium Reflect e MiniTool ShadowMaker. Si creerà così un’unica immagine che permette il ripristino completo dell’intera configurazione del sistema in caso di problemi.

In alternativa c’è anche l’ottima utilità -conosciuta da pochi – Microsoft basata su riga di comando e integrata in Windows: wbAdmin. 

2) Utilizzando l’Assistente aggiornamento Windows 10 si possono aggiornare le macchine Windows 10 a costo zero senza neppure la necessità di introdurre manualmente alcun Product Key.

Per procedere in tal senso si può creare un supporto d’installazione USB con il Media Creation Tool (scegliere l’opzione Crea supporti d’installazione) oppure scaricare il file ISO di Windows 10 seguendo le indicazioni riportate nell’articolo Scaricare Windows 7, Windows 8.1 e Windows 10 dai server Microsoft.

Bisognerà però aver cura di generare un supporto d’installazione di Windows 10 contenente un’edizione del sistema operativo identica a quella a cui si riferisce il Product Key di Windows 7 o di Windows 8.1.
In altre parole, il vecchio Product Key di Windows 7 Starter, Home Basic e Home Premium può essere esclusivamente utilizzato per installare e attivare Windows 10; il vecchio Product Key di Windows 7 Professional e Ultimate per Windows 10 Pro. Stessa cosa per le varie edizioni di Windows 8.1.
===> Tutto questo ha però un senso se il Product Key inserito è di tipo Retail (non OEM). 

3) I file relativi a Windows 7, dopo l’upgrade a Windows 10 con Assistente aggiornamento Windows 10 o con l’utilità Media Creation Tool vengono conservati nella cartella \Windows.old.

Tale cartella non dovrebbe essere subito rimossa perché, in caso di problemi, rappresenta la chiave per tornare a Windows 7 senza mettere mano ai software di disk imaging citati in precedenza.
Anzi, per chi passa da Windows 7 a Windows 10, suggeriamo di aumentare il numero di giorni durante i quali il sistema operativo conserva il contenuto della cartella \Windows.old.

 

Windows 7 Addio: e se non si volesse abbandonare?

In sintesi

1) Per limitare i danni in caso di mantenimento di Windows 7 oltre i limiti consigliati da Microsoft c’è bisogno di ristrutturare anche la mentalità dei dipendenti delle aziende, soprattutto se non avvezzi a salvare i dati di lavoro in modo che possano essere al sicuro. Ad esempio, l’uso di server centralizzati o il cloud potrebbero aiutare a ridurre i rischi.

2) Importante che si ricorra ciclicamente al backup dei dati, poiché se gli attacchi ransomware si basano sul riscatto dei propri dati, effettuare un salvataggio periodico vi espone meno al pagamento dei criminali. Non pretendiamo di fare copie di backup su più dispositivi, ma almeno su supporti hardware esterni può bastare.

3) Accertarsi che i sistemi Windows 7 non siano direttamente esposti sulla rete Internet ma siano connessi in rete locale dietro router dotato di funzionalità NAT fornisce già notevoli rassicurazioni.

4) Fondamentale disattivare sul router il supporto per protocollo UPnP in modo che eventuali applicazioni in esecuzione non aprano porte in ingresso.

5) I sistemi Windows 7 andrebbero possibilmente isolati dal resto della rete locale magari servendosi delle VLAN e segmentando così il network. 

6) L’utilizzo di software antiexploit e un controllo più severo sul traffico mediante una più attenta configurazione del firewall (va benissimo anche il firewall integrato in Windows) permetterà di scongiurare la fuoriuscita di dati e la trasmissione verso server remoti.
L’adozione di un’applicazione come Windows Firewall Control, recentemente divenuta del tutto gratuita  consentirà di “addestrare” il firewall di Windows 7 affinché blocchi anche i tentativi di connessione in uscita non indispensabili per il funzionamento del sistema operativo e dei programmi che si adoperano di norma.

Sappiamo interpretare i tuoi bisogni e tradurli in soluzioni

MEDIA CENTER cube s.r.l.

Via Renato Prunas 8 – 09126 Cagliari

(+39) 070670593
info@mediacentercube.it
postmaster@pec.mediacentercube.it

P.IVA 02197430925

MEDIA CENTER cube s.r.l.

Via Renato Prunas 8
09126 Cagliari

(+39) 070670593
info@mediacentercube.it
postmaster@pec.mediacentercube.it

P.IVA 02197430925

Pin It on Pinterest

Share This